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UN GIRO DI BOA

Il racconto del primo anno di lavoro con le comunità dei quartieri Cuneo Centro, San Paolo e Cuneo Nuova, Donatello e Gramsci

Un giro di Boa nel linguaggio comune indica una virata intorno alla boa che segna un cambiamento di direzione: è stata questa la sfida del progetto LA. B.O.A. in questo suo primo anno di vita.

 

Un anno di navigazione complesso

«La nostra partenza ufficiale è stata dichiarata a inizio marzo del 2020, pochi giorni prima del lock down, situazione inedita che ci ha messo di fronte ad un’impresa che si sembrava impraticabile» racconta Marina Marchisio, che per la cooperativa Emmanuele coordina il progetto. «Come tutti – prosegue – ci siamo fermati in attesa che il momento difficile passasse, e quando abbiamo capito che non sarebbe stato così, abbiamo provato a partire lo stesso. Certo, non sarebbe stato come ce lo eravamo immaginato, ma qualcosa per essere e sentirci comunità avremmo dovuto comunque provare a farlo».

La Boa ha iniziato a “navigare nel mare della comunità” (per citare il titolo di un ciclo di webinar realizzato tra il novembre 2020 e il marzo 2021 sul tema delle relazioni) quando in quel mare nessuna rotta sembrava possibile e nessuna meta, anche temporanea o provvisoria, praticabile o raggiungibile.

Con il passare delle settimane e dei mesi, ci siamo resi conto che la nostra meta era il mare “più aperto possibile”. E così, a fasi alterne, abbiamo cercato di recuperare le informazioni che ci servivano per disegnare la nostra rotta.

Abbiamo ascoltato cittadini e organizzazioni, abbiamo provato e stiamo provando a costruire le condizioni per fare insieme. Abbiamo cercato di proporci come luogo fisico e virtuale nel quale i cittadini potevano portare le loro idee, le loro domande e le loro proposte.

Oggi, a un anno da quella difficile partenza, ci siamo! Con noi ci sono alcuni cittadini e alcune organizzazioni che hanno cominciato a riconoscerci e a condividere obbiettivi nelle azioni che stiamo portando avanti.

A tutti loro va il nostro ringraziamento, a tutti gli altri il nostro invito a raggiungerci e a sperimentare con noi.

A chi ancora non ci conosce proponiamo di seguito un breve racconto di ciò che è stato ed è LA. B.O.A.

 

Cuneo Centro: fare rete, partecipare, (far) vivere il quartiere

«Abbiamo iniziato con La Biblioteca Vivente a ottobre, in Corso Dante» — racconta Gianluca Olivero, coordinatore territoriale di Boa Cuneo Centro per la Cooperativa Momo – Un pomeriggio speso per ascoltare cittadini che si raccontavano, proprio come libri viventi, ad altri cittadini, abitanti del quartiere, commercianti, giovani, per creare scambio, confronto, dialogo, occasione per superare stereotipi e pregiudizi».

Grazie alla costante partecipazione delle associazioni del territorio e a partire da una loro proposta, ha preso vita CUNEO CENTRO IN-FORMA: un agile strumento informativo, disponibile sia in versione cartacea che on-line, costruito ogni mese dal gruppo di redazione (cittadini e rappresentanti delle organizzazioni) per favorire il dialogo, la reciproca conoscenza e la divulgazione delle opportunità.

«Il nostro lavoro di presenza sul territorio – prosegue Olivero – ci ha portato a capire che era necessario dare ai cittadini l’opportunità di viversi il quartiere, stare e abitarlo in maniera generativa».

Per questo, appena è stato possibile tornare in strada BOA Cuneo Centro ha iniziato a riabitare le strade, le vie e le spesso discusse panchine con attività relazionali: una partita a carte, una partita a scacchi (in collaborazione con l’associazione dilettantistica cuneese di scacchi) o ad altri giochi da tavolo. Per due pomeriggi a settimana si può scendere in strada, chiacchierare giocare, o guardare quelli che giocano. Capita così di trovare allo stesso tavolo ragazzi appena tornati dal lavoro nei campi e residenti intenti a giocare o a chiacchierare. Un pomeriggio sono “apparse” delle caramelle, il segno della partecipazione di una cittadina, che non aveva tempo di stare con noi ma ha voluto esserci comunque.

«Quando abbiamo iniziato ad ascoltare i cittadini – raccontano Ruggero, Claudia e Alessia, operatori della Boa – ci siamo resi conto subito che ritessere i fili delle relazioni tra cittadini e i legami di fiducia tra gli abitanti e la città non sarebbe stato facile. SU LE MANICHE ci siamo detti in una riunione di équipe e quell’invito è diventato poi “SU LE MANI-CHE, IL QUARTIERE E’ ANCHE TUO: alcuni cittadini si sono attivati per piccole azioni di pulizia del quartiere e oggi si stanno prendendo cura di alcune fioriere».

Per ritessere i legami e le relazioni, BOA CUNEO CENTRO sta anche lavorando sul dialogo tra generazioni. L’iniziativa si chiama “A spasso nei tempi”: alcuni giovani stanno partecipando a un contest nel quale viene chiesto loro di fotografare dei luoghi della città e di raccontare come li vorrebbero. La foto e le descrizioni dei giovani saranno condivise con gli ospiti della Casa Famiglia di Corso Dante. Ciò che scaturirà da questo incontro sarà restituito alla cittadinanza e diventerà patrimonio della comunità nel prossimo autunno.

Fin dai primi momenti di lavoro sul territorio, gli operatori di BOA Centro avevano osservato che in zona c’erano molte bici, molti ciclisti, più o meno consapevoli e molti pedoni, più o meno concilianti. Da questa osservazione e dalla convinzione che attorno alla biciletta si può fare comunità è nata l’idea di proporre una BiciOfficinA itinerante.

Oggi la BiciOfficinA esiste e la si può incontrare al Parco della Resistenza a Cuneo (il mercoledì pomeriggio) o nel cortile dell’ITC Bonelli (il venerdì matina). In BiciOfficinA si può riparare la propria bici o imparare a usarla in sicurezza. Stanno arrivando alla BiciOffinA anche biciclette donate dai cittadini, dalle organizzazioni del territorio e dal deposito comunale. «La nostra scommessa – conclude Gianluca Olivero – è rimettere questi mezzi in condizioni di efficienza e di sicurezza e renderli disponibili per chi ne ha bisogno stipulando però un patto di reciproca responsabilità». Anche questo è un modo per essere generativi, per stare in relazione anche con soggetti fragili e per irrobustire la coesione della comunità.

 

Boa San Paolo – Cuneo Nuova: fare comunità nonostante tutto, l’arte che dà vita al territorio e la cura degli spazi

San Paolo e Cuneo Nuova: due quartieri con bisogni differenti, ma con tante energie e voglia di mettersi in gioco in questo anno, nonostante le complessità.

Elena Barberis, referente territoriale della BOA San Paolo Cuneo nuova, sottolinea che «nel quartiere San Paolo il desiderio di fare comunità e stare insieme emerge in maniera talmente intensa da superare anche gli ostacoli della pandemia e del lockdown»

Questa la ragione per la quale nell’autunno 2020 è nata l’iniziativa “Sì viaggiare, ma dai nostri quartieri” una rassegna di sei appuntamenti online in cui alcuni cittadini, liberamente, si sono dati disponibili per raccontare e condividere le loro esperienze di viaggio in giro per il mondo. Un’occasione di incontro online per superare i confini relazionali e geografici e stare insieme nonostante tutto. Nel momento in cui poi le restrizioni si sono allentate ed era possibile incontrarsi dal vivo e all’aria aperta, alcune signore e signori di entrambi i quartieri – San Paolo e Cuneo Nuova – si sono organizzati per stare insieme e al tempo stesso fare attività fisica, con un gruppo di cammino settimanale nato dopo il corso di Nordic Walking proposto dalla BOA. «Invece che andare a camminare da soli, perché non farlo insieme e chiacchierare, facendo pure dello sport? Stiamo bene e stiamo insieme», ha commentato una signora durante una passeggiata.

Per sostenere poi questa rete di relazioni, spesso frammentata e fragile anche a causa dell’ultimo periodo di chiusura che abbiamo trascorso, confrontandosi con le associazioni, la parrocchia e il comitato di quartiere, si è deciso di dare (nuovamente) vita alle Antenne di Quartiere. «Le antenne di quartiere sono forse la più grande rivoluzione che possiamo mettere in atto, e come associazioni e cittadini siamo chiamati alla relazione, sempre». Alla base di tutto ciò c’è il bisogno di rinforzare il tessuto relazionale e comunitario e si è pensato di farlo riprendendo un modello già sperimentato nel passato, che permette di costruire una rete di persone in tutto il quartiere capace di veicolare informazioni, iniziative, richieste, desideri e bisogni.

Il desiderio di comunità sfocia poi anche nella richiesta di uno spazio, una casa per il quartiere San Paolo in cui stare, sostare e creare cose: un’officina di relazioni e comunità. Da tempo i cittadini e le associazioni hanno espresso, insieme al comitato di quartiere, il desiderio di avere un luogo da abitare e che sia aperto per l’intera cittadinanza. La BOA ha dato spazio e ascolto a queste richieste facendosi da portavoce in Comune.

Nel quartiere Cuneo Nuova, dal dialogo con i commercianti e con il comitato di quartiere, è emersa, chiara e forte, la voglia di rivitalizzare la zona e animarla con proposte creative, anche per supportare le fatiche commerciali di una zona che è frequentata, ma non abitualmente da tutti i cittadini. Su idea e proposta di Domenico Olivero, artista e cittadino cuneese, nasce così “Arte in Bottega”: una mostra d’arte diffusa in 14 negozi del quartiere Cuneo Nuova. Una sinergia tra commercianti, comitato e cittadini che ha dato vita a una contaminazione artistica che porta con sé relazioni e senso di comunità.

Infine, perché “un luogo a cui vogliamo bene è un luogo bello”, nelle prime settimane di giugno, insieme ai ragazzi/e e ai bambini/e dell’estate ragazzi del San Paolo e del Cuore Immacolato ci si è presi cura del proprio quartiere, raccogliendo le cartacce che vengono lasciate in giro, cercando così di conoscere meglio gli angoli e i confini dello spazio in cui viviamo e lasciandolo pulito e bello. Sempre per i più piccoli sono stati poi organizzati, con la preziosa collaborazione dell’associazione Spazio Mediazione e Intercultura e l’ABL, due pomeriggi di letture e giochi provenienti da diverse parti del mondo, per permettere ai bambini e alle bambine che solitamente frequentano i principali parchi gioco dei quartieri di avvicinarsi alla lettura e all’incontro con culture differenti.

 

Boa Donatello – Gramsci: prossimità, animazione e cura del quartiere

In un anno così complicato la Boa Donatello – Gramsci ha trovato canali alternativi per continuare a costruire senso di appartenenza alla Comunità.

«Lo abbiamo fatto – dice Danilo Costamagna, referente territoriale di Boa Gramsci Donatello – su tre filoni differenti, ma collegati: insieme alle associazioni che risiedono e agiscono sul territorio abbiamo dato vita ad un percorso che ci ha portati ad affrontare alcuni bisogni emersi, tra questi il tema della prossimità, centrale per raggiungere le persone più fragili. E’ stata realizzata una mappa digitale e cartacea per raccogliere tutti i servizi attivi sul territorio (servizi per il cittadino, socio-educativi, aggregativi e culturali, sportivi e sanitari, …) per metterli a disposizione di tutti gli abitanti. Si è affrontato il tema degli anziani soli che necessitano semplicemente di un po’ di compagnia e vicinanza, un contatto, un aiuto nelle faccende quotidiane; ci siamo dati come obiettivo per il prossimo anno quello di trovare strumenti e pratiche utili per dare sollievo a queste persone».

Insieme poi ad alcuni cittadini, residenti nel quartiere, si è ragionato su come contribuire a rendere i territori più belli e accoglienti: si è organizzata una giornata di pulizie e raccolta rifiuti, con molti adulti, ma anche molti minori e giovani, che per la prima volta si sono accorti di come i comportamenti scorretti generino degrado nei luoghi che si abitano.

Insieme ai giovani del territorio e in collaborazione con i Salesiani, il Centro Culturale islamico e i ragazzi di SUBurbia della Casa del Quartiere Donatello si è lavorato sull’Animazione del Territorio. In un primo momento abbiamo raccolto idee da realizzare culminando in un pomeriggio di Open Space Technology: si è spaziato dalla promozione della cultura e dell’ambiente, a creare occasioni di incontro e conoscenza tra giovani per aumentare le relazioni sociali, a pensare momenti di formazione ed informazione sul tema del lavoro e orientamento alla ricerca.

Un tema ancora da affrontare è la difficoltà per giovani e precari a trovare alloggi da affittare per le basse referenze e requisiti economici: su questo filone ci siamo interfacciati con il progetto AIR e Communal living del Comune di Cuneo.

C’è poi un aspetto importante del lavoro della Boa: il presidio del territorio, che coincide con l’incontro per strada delle persone che lo abitano. È un compito a volte complesso perché spesso arrivano richieste, pensieri o critiche che ti lasciano senza strumenti o parole appropriate per essere di aiuto alla comprensione; altre volte abbiamo invece ricevuto incoraggiamenti a proseguire quello che si sta facendo. In una delle giornate autunnali/invernali di presidio del territorio una Signora del quartiere Gramsci ha portato agli operatori un caffè caldo, segno di riconoscenza del lavoro svolto; in quelle situazioni ti senti davvero seminatore di piccoli momenti di comunità e di senso di appartenenza ad un territorio.

 

Un giro di Boa è andato, ma un altro ci aspetta: davanti a noi e ai quartieri ancora un anno di progetto per continuare a costruire comunità e relazioni. LA BOA continua ad essere in ascolto dei cittadini e a disposizione delle realtà per creare opportunità e sinergie.

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